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Sedie e abbandoni

sedie e abbandoni: Ho visitato e fotografato nel corso degli anni molti luoghi abbandonati, vuoti e desolati nel loro silenzio ma pieni del loro fascino e dei piccoli particolari che un occhio attento può cogliere. Ebbene una volta a casa riguardando le fotografie fatte di questi luoghi c’è sempre un oggetto che è li immobile nel suo silenzio, una sedia, è strano che una sedia sia sempre presente almeno per me poi magari mi do una spiegazione, perchè la sedia porta a sedersi a guardare con attenzione a pensare a quel luogo a quando era attivo o abitato, quindi la sedia è davvero l’unico oggetto che sta li a attendere l’ospite non invadente che si avvicina a questi luoghi con  silenzio e rispetto.

Vi allego qualche scatto di sedie fotografate in questi luoghi

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Dopo l’alluvione

I miei luoghi, i luoghi dove vivo periodicamente subiscono alluvioni nelle nostre valli ci sono, il fiume Magra e il fiume Vara e i loro affluenti, non so se questo derivi in pricipal modo dalla negligenza dell’uomo o dalla fragilità del territorio. Ma credo in cuor mio che la prima ipotesi sia la più vera. Mi sono trovato diverse volte a documentare questo momento oltre a viverlo in prima persona e a spalare fango.  Le fotografie di oggi le ho scattate parecchio tempo dopo il passaggio dell’ alluvione in un cantiere per la costruzione della ferrovia Pontremolese in Lunigiana. La Pontremolese una di quelle grandi opere che hanno una gestazione da elefanti e che ogni tanto si leggono sui giornali con titoli sempre uguali “mancano i soldi “. Ebbene ma veniamo alle foto mi sono addentrato in questo cantiere con la volontà di raccontare il fango quello che coprequello che non ci fa piu vedere, il fango che prima di diventare fango è acqua torbida, scura,  che si infila ovunque che lascia il suo segno che non ci fa più riconoscere i nostri luoghi, che lascia distruzione e desolazione.

Ex manicomio Ferri, Volterra

La fotografia stenopeica o fotografia con il foro mi affascina da un po di tempo,  ho gia fatto un post tempo fa su questo argomento ma oggi vorrei farvi vedere delle immagini che ho scattato all’ esterno del ex manicomio ferri a volterra, un posto incredibile, purtroppo lasciato al degrado e all’abbbandono, certi posti non solo andrebbero conservati ma dovrebbero essere accessibili anche solo per rendersi conto di come potevano stare le persone che erano detenute li dentro si detenute è la parola giusta, ricordo ancora la prima volta che vi entrai dopo un interminabile giro nei vari piani, nei vari edifici, la cosa che mi ha fatto piu impressione era la mancanza di un adeguto numero di servizi igenici era inpesabile per me immaginare quante persone ci potessero essere li dentro e come potevano essere trattate.

 

vi allego la mia galleria di fotografie stenopeiche


Dentro il cuore della montagna

Oggi vi porto dentro il cuore della montagna e più precisamente dentro una cava di marmo sopra a carrara, sulle Apuane, una cava scavata dentro la montagna.

Arrivarci comporta lasciarsi alle spalle la luce del sole e entrare dentro un ambiente dove l’aria è umida e dove acqua scorre ovunque.

trovandomi in questo luogo ho pensato a che fotografie avrei potuto fare e quindi ho cercato di includere sempre la luce artificiale e poi il mosso perche come ho detto prima è tutto diverso anche l’aria è diversa, di segiuto vi mostro le mie immagini……

I luoghi dell’ abbandono

Il post di oggi racconta un altra delle mie passioni fotgrafiche, quella per i luoghi abbandonati casa, alberghi, colonie, sanatori, casolari, fabbriche. Tutto quello che è lasciato inesorabilmente alla sua fine, il tempo che scorre dentro questi muri lasciando le tracce del suo passaggio, l’uomo che passa anche lui dentro a questi luoghi a volte con rispetto a volte no deturpandolo dagli oggetti e lasciando scritte sui muri………

Le foto che allego scattate da me raccontano di una colonia lungo la strada per l’Abetne in Provincia di Pistoia

La scoperta di questi luoghi viene descritta con la parola URBEX